Immagine e Somiglianza
Il periodo di “Immagine e Somiglianza” di Renzo Bergamo si colloca in preparazione di quello dell”Estetica del Caos” (anni ’80-‘90). Questo passaggio rappresenta un’evoluzione concettuale e stilistica della sua ricerca artistica, in cui l’artista indaga il rapporto tra il visibile e l’invisibile, il possibile e l’impossibile, tra la rappresentazione e la realtà profonda della materia.
Un concetto filosofico e scientifico: il titolo rimanda all’idea che ogni forma visibile è il riflesso di un’energia più profonda. Bergamo esplora come la materia e l’energia si organizzino in strutture che somigliano a pattern universali, come nelle galassie o nelle particelle subatomiche. Un linguaggio pittorico più raffinato, in questa fase, la sua arte diventa ancora più figurativa, con composizioni che sembrano tracciare mappe cosmiche e codici energetici, quasi fossero una sorta di grammatica dell’universo. Il pittore continua il dialogo con la materia, cercando di rappresentare la natura della luce, del tempo e dello spazio.
Questa fase è stata poi superata con ”l’Estetica del Caos”, dove il concetto di ordine e disordine diventa il fulcro della sua poetica.