Concetti Cosmici

Il periodo chiamato “Concetti Cosmici” che abbraccia gli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta è forse il più affascinante ed esaustivo della sua produzione in quanto l’artista stesso affermò che in queste opere aveva espresso tutta la sua ricerca. In quegli anni, Bergamo si inserisce nel filone dell’arte astratta e concettuale con una forte impronta scientifica, influenzato dall’astrofisica, dalla teoria della relatività e dalle prime esplorazioni spaziali.

I dipinti di questo periodo sono caratterizzati da composizioni dinamiche, giochi di luce e materia. Le opere evocano galassie, campi magnetici, esplosioni stellari e dimensioni invisibili, attraverso un uso magistrale del colore e della texture. La divulgatrice scientifica del CERN Paola Catapano, in occasione della mostra nel 2022 “L’arte della Fisica”, nel suo collegamento video, ha evidenziato che Bergamo non si limitava a rappresentare il cosmo in modo astratto, ma cercava di visualizzare concetti scientifici complessi attraverso la pittura. Le sue opere sembrano quasi anticipare le immagini ottenute oggi grazie ai più avanzati strumenti di osservazione astronomica, lastre di fisica atomica, così come li definiva il filosofo della scienza Giulio Giorello.

Questa connessione tra intuizione artistica e scoperta scientifica è ciò che rende la sua ricerca così affascinante. In questo senso, il suo lavoro rappresenta una fusione perfetta tra sensibilità artistica e conoscenza scientifica, un ponte tra due mondi spesso considerati separati.