Rivista SEGNO Maggio 2013
In arte "è possibile misurare il tempo e lo spazio. Si possono misurare passato, presente e futuro?"Questi sono gli interrogativi che muovevano la ricerca di un gruppo di giovani artisti attivi a Milano negli anni Settanta.Nasceva una nuova avanguardia: Astrarte. Nella prestigiosa cornice espositiva delle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco è stata allestita una mostra antologica di Renzo Bergamo (Portogruaro 1934- Milano 2004) a cura di Claudio Cerritelli .Atomo Luce Energia, questo è il titolo dell'esposizione, percorre la produzione pittorica di Bergamo e pur tralasciando le arcaiche testimonianze figurative degli anni cinquanta, affresca con rigore una consapevolezza un cammino dedicato interamente all'intimo rapporto tra Arte e Scienza. L'esposizione prende l'avvio con le opere dei primi anni sessanta, che coincidono con l'arrivo del pittore a Milano. Sono i Concetti Cosmici , che nella loro semplicità, trasudano una certa prossimità con quelle degli Spazialisti (in particolare Fontana, Dova, Peverelli e Crippa) insieme ai quali, il giovane pittore,gravitava intorno alla formidabile realtà del Bar Giamaicaa due passi dagli accademismi di Brera. Erano gli anni sessanta e Bergamo. aveva già intrapreso il suo percorso verso l'astrattismo cosmico. La mostra avanza conil raggiungimento della piena consapevolezza artostica di Renzo Bergamo, passando dalle prime riflessioni cosmiche alle ricerche cromatiche e geometriche che caratterizzavano la sua produzione tra gli anni settanta e ottanta. Questo perido prende il nome da una mostra personale allestita nel 1994,Immagine e somiglianza , che ancora oggi indica quel prolifico periodo di Bergamo. Il periodo espositivo passa dalle riflessioni sulle origini delle galassie , all'analisi dell'EstEtica del Caos, un momento fondamentale decretato dall'allontanamento da Milano, avvenuto nel 1985.Le opere che rappresentano questo periodo si distinguono per il loro sperimentalismo e la capacità di esprimere il concetto del divenire. La mostra si conclude con il periodo caratterizzato da un indagine ricordata come Archeologia Cosmica, in cui la pittura diventa più materica e l'interesse di Bergamo si concentra sui fenomeni che caratterizzano la radioattività, e sul rapporto tra segno e materia.La celebrazione di Bergamo, in questa importante esposizione Sforzesca avviene in un modo coerente alla sua produzione artistica, questo è esemplificato dalla presenza dei curatori scientifici Giulio Giorello e Simona Morini , che si occupano da molti anni dei rapporti tra filosofia e scienza: La mostra concede la possibilità di percepire il reale modus operandi di Renzo Bergamo e di corrispondere alle parole rilasciate in una delle ultime interviste:"per fare l'artista ci vuole grande amore, grande forza di volontà,grande coraggio e sincerità.L'arte insegna il coraggio di osare."