EstEtica del Caos - Ordine e Immaginazione 4 Aprile - 11 Maggio 2014 Officina delle Zattere - Venezia Mostra a cura di Valerio Dehò
Ogni volta che si varca la soglia di una mostra è un po’ come entrare nel cuore intimo di un artista, nel mondo platonico delle sue idee, concesse al nostro sguardo tramite gestualità segniche e scelte cromatiche.
È un avvicinarsi, come quando si è prossimi alla scoperta di qualcosa che sappiamo essere a un passo da noi, dietro l’angolo.
Renzo Bergamo ci accompagna verso un altrove, che però tanto altrove non è. Ci porta alla sua conoscenza visibile e visionaria del caos, dell’universo.
La sua pittura non è fatta di forme, di cose. Non ci sono imitazioni di esperienze.
La sua pittura è fatta di esistenza, aria, luce, colore, direzioni e su ciò si è pensato il percorso espositivo: diagonali che spezzano gli spazi, nuove prospettive direzionali, luci intime, per accogliere il fruitore in uno spazio che si potrebbe definire mentale, onirico.
In Bergamo è la luce a scolpire gli spazi, limitati per convenzione dal supporto.
È il colore a gonfiare le gonne del foglio, a dare volume. Un volume non tuttavia dichiarato: non è una nube di Guercino, pannosa e scultorea, è il cielo ventoso di Tiepolo, che pare cambi mentre lo si osserva. È un'opinione, una condizione.
È qualcosa che c’è, adesso, in questo istante. E poi non ci sarà più, non più uguale.
È l’istante, l’attimo congelato in un flash di emozioni espresse.
E non a caso Renzo Bergamo firma molte sue opere su tutti i lati, non a caso se si girassero i dipinti sarebbero un altro mondo, un’altra sensazione. Sarebbe altro.
Altro e stesso.
Esattamente come l’idea della natura. Esattamente come un’emozione intima, che ci appartiene e ci sfugge al contempo.


Daniela Castellucci