AstrArte. Un periodo caratterizzato dallo studio sull'energia cosmica ricco di progetti dedicati alle sue intuizioni sulla dinamica dell'energia e della materia. Il filosofo della Scienza prof. Giulio Giorello dirà osservando le opere di questo periodo: "La cosa che colpisce, ovvero che ha colpito me a prima vista nelle opere di Renzo Bergamo, è la potenza della rappresentazione, la capacità di rendere una situazione anche complessa, con pochi tratti, in una meravigliosa sintesi semplice e questo mi sembra il tratto comune che c’è, al di là delle contaminazioni reciproche che possono esserci o non esserci, tra una rappresentazione artistica di un certo tipo ed un modello scientifico. In questo senso il tratto di Bergamo è uno di quei tratti che sa rendere situazioni che noi siamo portati a riconoscere, ad esempio, in alcune lastre della fisica atomica, oppure quando vediamo una “fotografia” di uno stato più antico dell’Universo rispetto a quello in cui noi siamo collocati come spettatori coscienti." Durante gli anni Settanta, la ricerca di Renzo Bergamo sviluppa molteplici intuizioni intorno all’energia cosmica della materia attraverso il dinamismo delle forme cromatiche articolate nello spazio con fl ussi mutevoli. I movimenti del colore e delle linee seguono la necessità di rappresentare situazioni immaginarie dell’universo, stati di connessione con la fisica atomica, scie luminose che attraversano lo spazio imponderabile. L’artista crea strani personaggi, presenze d’altri mondi, metamorfosi fi gurali,
geometrie astrali, spirali in libertà che esprimono il divenire della vita
come fatto interno alla grandezza dell’universo. Profondamente legata alle fonti dell’umano sentire, la pittura di Bergamo non rinuncia mai all’emozione del colore e alle vibrazioni del segno come tramiti essenziali per raggiungere lo stato di meraviglia di fronte al mistero del cosmo. Fluide atmosfere cromatiche oscillano nell’oscurità esplorando le ombre dell’inconscio attraverso il brivido di luci fantasmatiche, inventando percorsi interplanetari che rendono fi sico e tangibile anche l’orizzonte più astratto e immateriale.
Sospinto verso l’immaginazione di invisibili cosmogonie, Bergamo aderisce
nel 1974 al gruppo milanese di Astrarte, fondato nel 1970 da numerosi
artisti e intellettuali (tra i quali Filippo Degasperi) interessati a valorizzare
l’ipervelocità dei corpi celesti nell’energia cosmica. In questo contesto di riferimenti, la visione dell’artista si caratterizza per l’originale interpretazione pittorica del flusso energetico universale, perpetua oscillazione del pensiero che spinge la percezione del microcosmo terrestre verso le trasfigurazioni astrali del macrocosmo: senza che vi possa essere alcun momento di staticità nel magnetismo cosmogonico, da cui si propagano molteplici possibilità di sconfinare altrove, oltre le forme percepite.